22 Ottobre 2019
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Fam. Nerli
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Fam. Nerli

La storia della Famiglia
La famiglia Nerli è stata una delle più celebri casate fiorentine. Originaria di Farneto e di alcune giurisdizioni di Poggio di Ronciglione, di cui erano anche i proprietari.
All'inizio del XII si stabilirono a Firenze e fin da subito ricoprirono cariche illustri.
Furono Cavalieri di Firenze, Consoli della Zecca, Dottori in Legge, Giudici, Gonfalonieri di Giustizia, membri dei collegi dei Priori, Arcivescovi,uomini di cultura, letterati e impegnati politicamente spesso di parte Ghibellina. Vicino alla nobile famiglia De' Medici alla quale furono sempre fedeli e ne seguirono anche le sorti.
Coprirono cariche importanti anche in altre città come vescovo a Pistota a Fiesole, Nunzio in Polonia e a Vienna, Ambasciatori a Siena e a Napoli, Capitani a Mantova,Luogotenete dei Monti; aluni andarono in francia ove acquistarono la Signoria di Beauccaire.
Da ricordare, per fare qualche cenno, è Bernardo Nerli uno dei più dotti grecisti dei suoi tempi a cui sideve la prima edizione delle opere di Omero stampata a Firenze nel 1488 e che nel 1492 venne chiamato a leggere diritto civile nell'università di Pisa.
Filippo Nerli uno dei più culti gentiluomini fiorentini, amico di Nicolò Machiavelli, il quale lo chiamò come esecutore delle sue ultime volontà.
Pietro Nerli a Roma, dove si trasferì, riusci ad aprire una banca di Commercio e grazie al suo credito questa divenne famosa per tutta l'Europa.
Più recentemente, si parla pur sempre del 1700,Ferdinando Tanay Nerli si trasferì da Firenze a Montaione con la moglie Giulia dei Duchi Strozzi,famiglia nobile fiorentina, ricoprendo anche la carica di Sindaco del Comune di Montaione. La famiglia a quei tempi abitava ed era proprietaria della fattoria di Santo Stefano. Dove ancora oggi è possibile visitare all'interno del piccolo cimitero la cappella della famiglia Tanay Nerli.
Altresì il sommo poeta Dante Alighieri nella Divina Commedia, ricorda alcuni nomi illustri dei suoi tempi, fa dire a Cacciaguida della famiglia Nerli:

Canto XVI del paradiso

" E vidi quel Nerlo e quel del vecchio
" esser contenti alla pelle scoperta
" E le lor donne al fuso ed al pennecchio"


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